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SIBARI

Scavi di Sibari«Non credo che esista al mondo nulla di più bello della campagna dove fu Sibari, c'è tutto:

il verde ridente dei dintorni di Napoli, la grandiosità dei più maestosi paesaggi alpestri, il sole ed il mare della Grecia». Con questa suggestiva espressione l'archeologo francese Lenormant decantava la bellezza incontaminata della Piana di Sibari nel suo libro "La Grande Grece". La storia della Piana coincide, in larga parte, con la storia dell'antica città di Sybaris, la cui fondazione risale ad oltre 2.700 anni fa, intorno al 720 a.C., verso la fine del regno di Romolo. Come quasi tutte le colonie greche, Sibari fu ubicata vicino al mare, in una larga e fertile pianura, da coloni originari di Trezene nell’Argolide e dell'Acaia.
Il geografo Scillace (VI-V sec. a.C.) afferma che, fra tutte le colonie elleniche, primeggiava la città di Sybaris, posta in mezzo ai due fiumi Grati e Sibari, odierno Coscile, i quali formavano un invaso lagunare che era facile riparo per le imbarcazioni e sito utile per qualsiasi operazione mercantile.
Da modesto insediamento agricolo e commerciale, ben presto Sibari andò ingrandendosi sempre più, fino ad occupare una vasta area: lo storico Strabene, a metà del sesto secolo a.C., parla di una cinta di mura di nove Km. La città era circondata, a semicerchio, dai monti del Pollino e della Sila, ricoperti da boschi folti e rigogliosi, che regolavano il corso dei fiumi. L'agro di Sibari era ben coltivato: Strabene e Diodoro citano l'ulivo, la vite, gli orti ben curati, mentre i densi boschi fornivano legna di diversa qualità. Buona era la produzione di miele e di cera, mentre i pascoli fornivano lana e cuoio. Sibari divenne ben presto un ottimo mercato, con frequenti rapporti commerciali con i porti orientali. I Sibariti crearono, per esigenze commerciali, i porti di Lao e Scidro sul Tirreno, per migliorare ed ampliare gli scambi con i campani e gli etruschi. Nel VI sec. a.C. la città di Sibari era la prima e più popolosa colonia greca d'Italia: secondo Eforo, la sua popolazione doveva aggirarsi attorno alle 100.000 anime.
«Traboccante di ricchezze, Sibari non tardò ad essere celebre in tutto il mondo greco per il lusso, l'opulenza, il fasto e la mollezza» (Mario Meunier). All'apice della sua potenza, Sibari suscitò le gelosie delle popolazioni vicine, e fra esse soprattutto la rivalità della città di Crotone. Le ostilità fra Sibariti e Crotoniani furono certamente di origine mercantile, essendo Sibari legata allo scalo di Mileto, mentre Crotone aveva rapporti commerciali con Pisola di Samo.
Le ricchezze, il fasto e l'indolenza dei Sibariti furono motivi di debolezza interna, non meno che le aspre lotte tra le idee democratiche del popolo ed il debole governo di nobili dispotici». Verso il 510 a.C. i Crotoniani misero a fuoco la città di Sibari: sulle sue rovine deviarono le acque del fiume Grati. Alcuni storici riferiscono che alla battaglia partecipò Milone di Crotone, il celebre atleta vincitore di numerosi giochi olimpici.
Secondo Diodoro Siculo, i Sibariti tentarono, pochi decenni dopo (metà V sec. a.C.), di rifondare la loro città, forse con l'aiuto di Pericle. Ma i Crotoniani intervennero con la forza ed impedirono la rifondazione.
Successivamente i Sibariti riuscirono a fondare, con l'aiuto degli Ateniesi, la colonia di Thurio (circa 444 a.C.), ma da essa furono poi estromessi dagli stessi Ateniesi e costretti a fondare una nuova città tra il territorio di Thurio e la città di Crotone.
Thurio tentò di riconquistare il monopolio commerciale, ma incontrò le ostilità dei Lucani e dei Bruzi. Fu richiesta la protezione dei Romani, anche per le continue minacce della vicina Tarante. Alla fine del III sec. a.C., il console romano C. Luscino liberò Thurio dall'assedio di Lucani e Bruzi, lasciando nella città un presidio. Reagì Taranto, preoccupata dall’espandersi del dominio romano nell'Italia meridionale. Ne nacque una guerra fra Tarantini, aiutati da Pirro, re dell'Epiro, e Romani, che col console Lucio Emilio conquistarono quasi tutte le antiche colonie greche meridionali. Durante la seconda guerra punica, la città di Thurio fu attrezzata come stazione militare e navale: in tale circostanza fu ribattezzata coi nomi di Copia e Thurii.
Durante la guerra dei gladiatori, Copia fu base di Spartaco (73 a.C.); partecipò alle vicende delle guerre civili e nel 42 a.C. fu saccheggiata da Sesto Pompeo. Nei primi secoli d.C. aumentò la desolazione di Copia-Thurio e delle altre colonie greche circostanti. L'opera di distruzione fu continuata nei secoli successivi dalle invasioni barbariche e dagli assalti dei Saraceni. I discendenti degli antichi Sibariti furono così costretti a trovare rifugio sulle colline circostanti di Cassano, Corigliano, Rossano e Terranova.
Si vuole che l'antica Cosa o Cossa, sottoposta a Sibari e come Sibari fu distrutta dai Crotonesi. Gli abitanti la ricostruirono sullo stesso posto. Municipio romano, essendosi schierata con Cesare, fu assediata da Annio Melone che vi perse la vita. In seguito cadde sotto la dominazione longobarda e nel 969 fu saccheggiata da Ottone I, durante una delle tante battaglie che questo intraprese contro l'Imperatore di Oriente Niceforo Foca. I Saraceni la occuparono nel 1037, quindi sotto la dominazione dei Normanni. Sotto Carlo d'Angiò fu infeudata a Pietro De Archis di Rossano, poi a Roberto Dialneto, e a Francesco Sanguinetto conte di Corigliano. Passata ai Sangineto, Principi di Bi-signano, nel 1622 Luigi Sanseverino la vendette a Francesco Serra di Genova la cui famiglia la dominò fino al 1806.

Ambiente paesistico
II territorio, attraversato dai fiumi Eiano e Coscile è uno dei più estesi dei comuni della regione (kmq. 154,42) e consta di una zona pianeggiante e di una collinare che a nord dell'abitato, sale fino ad una altitudine di circa 800 metri. L'abitato è su un rilievo calcareo, sulla destra del fiume Eiano e ha dei caratteristici vicoletti chiamati nel dialetto locale "vanelle". Scendendo verso la Piana di Sibari si incontrano le frazioni di Lauropoli e Doria.

Patrimonio storico-artistico ed archeologico
• Cattedrale Chiamata anche Chiesa della Beata Vergine del Lauro perché, si dice, che nel posto ove sorge vi fosse un lauro maestoso. Ha la facciata di stile barocco e all'interno, a tre navate divise da pilastri, opere marmoree del sec. V-XIX. Poco distante il campanile di stile barocco.

• Torre di Milone in località Caldana.

• Pietra del Castello è un massiccio sulle cui sommità vi sono alcuni ruderi di un castello distrutto dalle truppe francesi del gen. Champion-net. L'orologio, costruito nel 1776 sulla fiancata destra della Pietra del Castello, è a forma quadrata e con tre quadranti. Ha una caratteristica: quella di suonare cento colpi (i cintu'ntinni come dicono i cassanesi) dieci minuti prima delle 8 del mattino, di mezzogiorno e mezzanotte.

• II Santuario della Madonna della Catena. E' fuori dal paese ai piedi di un piccolo colle. Costruito nel 1620 ha un portico rinascimentale, all'interno di un affresco di epoca medievale raffigurante la Madonna col Bambino.

• Gli scavi di Sibari. Le tante campagne di scavo hanno consentito di portare alla luce i resti dell'antica Sibari fondata dai greci provenienti dall'Acaia, intorno al 700 a.C. e distrutta dai Crotonesi verso il 510 a.C. Gli scavi hanno messo in luce l'aspetto urbanistico di questa città e i reperti archeologici (V. Museo Archeologico) della Sibaritide testimoniano che Sibari era divenuta talmente potente da essere tenuta dai Crotonesi che l'attaccarono e la distrussero. I pochi Sibariti sopravvissuti si rifugiarono in Grecia ma ritornarono nel luogo e vi costruirono Thurio la cui fondazione si fa risalire fra il 510 e il 443 a.C. La città fu costruita in base al progetto del famoso urbanista Ippodamo da Mileto. Dopo la fine di Thurio (193 a.C.) vi fu fondata dai romani una colonia, Copia, per come risulta da fonti storiche letterarie come Livio e Strabone.

Il territorio della Piana di Sibari è uno dei più fertili della regione per cui la produzione agricola (agrumi, viti, ulivi) è alla base dell'economia del paese dove sono presenti anche piccole industrie agroalimentari. Il litorale marittimo ha avuto un notevole sviluppo turistico con la costruzione di vari villaggi turistici.

Il centro nautico "Laghi di Sibari" una piccola laguna di 430.000 mq, è un bacino di carenaggio con 2000 posti barca (fino a 30 m di lunghezza), ville e appartamenti con posto barca privato e un centro commerciale. Il Museo Diocesano nel centro storico raccoglie opere d'arte sacra, un dipinto di Pietro Negrohi (l'Annunciazione 1552) e l'Annunziata attribuita (1500) ad Orfeo Barba limpida.

Museo Archeologico della Sibaritide in direzione "Laghi di Sibari". Interessanti reperti (molti sono ancora da restaurare e da inventariare) provenienti dagli scavi archeologici effettuati a Sibari e nel territorio di Francavilla Marittima).

Le grotte di Sant'Angelo (sono aperte al pubblico ma si consiglia di prendere una guida), costituite da un complesso di cavità carsistiche intercomunicanti, si estendono per chilometri. I ritrovamenti archeologici testimoniano che furono abitate non solo nella Preistoria ma anche in epoca protostorica e storica. Il rinvenimento di schegge di ossidiana testimonia, poi, che a Cassano prosperava il commercio delle pietre dure.

A Cassano mensilmente si tengono mercati vari e il 1° Settembre la Fiera di Cassano. Promossa dall'Amministrazione Comunale, nei mesi di Luglio ed Agosto, si svolge l'estate cassanese con rassegne teatrali e musicali. Ad Ottobre si tiene la "sagra dell'uva". Il 1° Venerdì di Marzo la festa del S.S. Crocifisso, Patrono della città e il Venerdì Santo la processione delle "varette" (misteri della passione di Cristo). La seconda domenica di maggio festeggiamenti in onore della Madonna della Catena. A Febbraio si tiene il Carnevale Lauropoletano (dal nome della frazione di Lauropoli) e la caratteristica giostra del maiale "u curru u purcu". Sono presenti ottimi ristoranti con piatti tipici (tipo sarache e peperoni) accompagnati dal vino del Pollino. E' possibile acquistare caciocavalli, pecorini, butirri, mozzarelle e ricotte. Svariati sono i dolci natalizi e pasquali: i cannariculi, i turdilli, a cicireata, i vissinieddi, a giurgiulena.

 

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Via Terme n°2 87011 Cassano Allo Jonio (CS)
Tel. (+39).0981.781151 - Fax. (+39).0981.781154
Email: info@hoteltermesibarite.com

Cassano Allo Jonio

Cassano allo Jonio
La città di Cassano Allo Ionio è un antico centro le cui origini storiche affondano le proprie radici tra il XIV e il XV sec. La cittadina è un luogo affascinante, ricco di storia e di tradizione.

Scavi archeologici di Sibari

scavi di sibari
Di notevole impostanza sono gli scavi archeologici dell'antica Sibari che hanno riportato alla luce i resti della città fondata dai greci intorno al 700 a.C. Un imporatnte museo raccoglie i resti e le testimonianze.

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